In Europa vivono circa 150 milioni di minorenni. In Europa 60 milioni di bambini o adolescenti vivono con i genitori separati o che si separeranno prima del compimento della loro maggiore età. I figli di genitori separati hanno il doppio di probabilità di presentare un disturbo evolutivo o una patologia psicologica importante. (Kelly, 2003; Carlson & Corcoran, 2001; Clarke-Stewart & Brentano, 2006; Lansford, 2009; Di Stefano, 2014). I figli di genitori con separazioni altamente conflittuali hanno quattro volte probabilità in più di presentare un disturbo evolutivo o una patologia psicologica importante. (Johnston, 1994)
La separazione dei genitori, dunque, è per i figli un trauma ma, ancora di più, lo è in conflitto, ovvero la continua a ripetuta esposizione a dinamiche ed eventi in cui la madre e il padre perdono di vista l’obiettivo principale (il figlio) con attacchi reciproci che rendono la cogestione della prole impossibile. Il modo con cui i bambini si adattano alla separazione dei genitori dipende soprattutto da come i genitori stessi gestiscono questo processo e quindi è responsabilità del genitore quella di proteggere i figli, continuando a legittimare l’altro nella propria funzione di padre e di madre.
Quando questo processo non avviene autonomamente, è possibile richiedere l’intervento di un Coordinatore Genitoriale.
La coordinazione genitoriale è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie centrato sul minorenne: bambino o adolescenteche sia.È rivolta a genitori la cui perdurante elevata conflittualità costituisceun rischio evolutivo per i figli.Essa prevede che un terzo imparziale, professionista adeguatamente formato, aiuti i genitori altamente conflittuali a mettere in pratica laco-genitorialità attraverso l’implementazione e il mantenimento delle decisioni già assunte dall’Autorità Giudiziaria e di quelle che saranno prese all’interno del processo di Co.Ge. sulla base delriconoscimento dei bisogni dei figli.
Il Coordinatore Genitoriale, previo consenso dei genitori, potrà suggerire soluzioni, fornire raccomandazioni e, nei limiti del mandato ricevuto, assumere decisioni nell’interesse dei figli (dalle Linee Guida A.I.Co.Ge della Coordinazione Genitoriale).
Il Co.Ge deve essere contattato tramite e-mail da uno o entrambi i legali delle parti, con richiesta di definizione del primo incontro informativo.
Nella e-mail, in copia conoscenza, devono essere inseriti entrambi i genitori e gli avvocati.
Se il contatto avviene da una delle parti (dal genitore o dal legale) allo stesso verrà chiesto, via telefono o e-mail, di scrivere la e-mail di cui sopra (tentativi di alleanze).
La Co.Ge dà luogo ad un processo che si sviluppa nel tempo (circa due anni) e che attraversa quattro fasi. Superata la prima (fase preliminare), in cui i genitori affermano di essere motivati ad intraprendere questo percorso e sottoscrivono un contratto, si entra nella seconda (di orientamento e analisi). In questa si definiscono i primi obiettivi, ovvero l’identificazione dei coinflitti co-genitoriali, di quali siano i bisogni specifici genitori e figli, e si stabiliscono le priorità, le tempistiche e gli obiettivi da raggiungere. Seguono poi la fase tre (del contenimento e dell’implemetazione attiva) e si conclude con la fase 4 del mantenimento. Lo scopo della terza fase è «determinare il tipo di relazione co-genitoriale che è probabile possa essere più efficace per i genitori, sulla base della loro storia e dell’origine del loro conflitto, dello stile di impasse di interazione e del modello di gestione del conflitto che li caratterizza» (D. Carter, 2014)
Un percorso di cogenitorialità ben riuscito produce come risultato principale la creazione di una coppia genitoriale in grado, nonostante la separazione, di funzionare insieme nel rispetto principale dei bisogni dei figli.
