E’ stata approvata oggi, 17 febbraio 2022, la misura del bonus psicologo, motivando lo stesso importante per “l’assistenza per il benessere psicologico individuale e collettivo, anche mediante l’accesso ai servizi di psicologia e psicoterapia in assenza di una diagnosi di disturbi mentali, e per fronteggiare situazioni di disagio psicologico, depressione, ansia, trauma da stress“.
Come psicologa e psicoterapeuta ritengo questa iniziativa molto significativa, perché aiuta a sdoganare il preconcetto per tempo imperante che “chi va dallo psicologo è perché è matto”.
Il riconoscimento dell’opportunità che tutti possano accedere ad un supporto psicologico rende invece ragione all’idea che sia normale, soprattutto dopo il periodo di pandemia, non solo “stare male” ma anche, e soprattutto, voler “stare bene”.
Non occorre dunque avere una diagnosi di “disturbo mentale” per poter richiedere il bonus ma semplicemente essere consapevoli di come l’enorme carico di stress a cui si è stati esposti in questi ultimi due anni di pandemia possa aver influito sul livello soggettivo di benessere, diminuendolo.
In ciò, poter disporre di strumenti per allenarsi a stare meglio è un diritto.
Come psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale considero che questi strumenti possano essere cercati in nuovi modi di pensare (a sé stessi e al mondo) e in nuovi modi di agire, ben sapendo che l’intervento su queste due dimensioni non può che avere un effetto sulle proprie emozioni, incrementando quelle a valenza positiva.
Mi piace pensare che in molti possano intendere il bonus psicologico come un’opportunità a cui attingere per imparare o per migliorare la capacità di vivere serenamente.
Gaia Vicenzi
