Workshop online in teledidattica dal vivo
Torno ad essere stimolata nel parlare di abbigliamento, look e make up come strumenti per curare l’immagine di sè e, con essa, la propria autostima, le proprie emozioni, la propria fiducia in sè stessi. Sono felice di essere stata invitata da ESR Italia per approfondire il tema della psicologia della bellezza e di come si possa dedicare attenzione alla propria apparenza e alla propria attraenza, traendone beneficio e benessere.
Racconterò del nostro capitale erotico, di cosa sia e di come investirci sopra. Farò riferimento all’autostima e alla teoria del “looking glass self” (Cooley, 1902) , rimandante all’idea che l’immagine che ognuno ha di sè, intrisa delle valutazioni e della rappresentazioni che ognuno ha di sè, dipende anche dalla rappresentazione che crediamo gli altri abbiano di noi.
Differenzierò l’autostima dalla fiducia in sè e di come i due costrutti siano legati al tema della desiderabilità e a come sia per tutti importante, soprattutto per le donne, sentirsi accettati e apprezzati, ovvero sentirsi attraenti.
Ragioneremo su come l’attraenza fisica, dunque, non sia un costrutto unitario ma riguardi un’ampia gamma di caratteristiche fisiche, riconducibili a due aree: facciale e del corpo.
Come lavorare sull’attraenza facciale? Anche con il make up.
Come lavorare sull’attraenza del corpo? Anche con gli accessori.
L’applicazione di make up e di accessori può velocemente e temporaneamente modificare l’apparenza, agendo sia sull’immagine che abbiamo di noi sia sull’immagine che diamo di noi agli altri, agendo come un motore di auto-trasformazione che mette in connessione la bellezza interna con quella esterna. Valuteremo dunque queste due dimensioni.
Relativamente all’immagine che abbiamo di noi, un’importante prospettiva è quella di come la stessa possa influenzarci, agendo sui nostri pensieri, sui nostri comportamenti e sulle nostre emozioni. Da questo punto di vista approfondiremo che cosa sia l’enclothed cognition (Hajo Adam e Adam D. Galinsky, 2002) e il lipstick effect.
Un’altra prospettiva dalla quale osservare l’atto del truccarsi e della scelta degli accessori è quella che rimanda all’importanza di questi comportamenti nel definire una routine quotidiana e un rituale di benessere che possa essere il più possibile vissuto come un momento di attenzione a noi stessi.
Infine, ragioneremo sull’immagine che gli altri anno di noi e di come molto spesso è molto più bella di quanto non sia quella che noi abbiamo di noi stessi, visto che solo il 25% degli adulti si considera attraente.
Pensare dunque che si possa lavorare sulla possibilità di fare sentire una persona, specialmente una donna, più attraente è un’idea che mi piace condividere.
Parlerò di tutti questi temi nel webinar organizzato da ESR Italia: clicca qui per maggiori informazioni